Sarà presentato lunedì 4 maggio a Taranto il VI Piano Regionale delle Politiche Sociali 2026–2028 della Regione Puglia. L’appuntamento è fissato alle ore 10:30 presso la Biblioteca Comunale “Pietro Acclavio”, in via Salinella 31, alla presenza dell’Assessore Regionale al Welfare, Cristian Casili.
L’appuntamento rappresenta un momento di confronto sul futuro delle politiche sociali regionali e sulle strategie da adottare per rafforzare il sostegno alle comunità locali.
Il Piano è il risultato di un lungo e articolato percorso di partecipazione e co-programmazione che ha visto il coinvolgimento attivo e propositivo di stakeholder istituzionali e sociali, nonché dei cittadini, attraverso un approccio inclusivo orientato all’integrazione delle politiche sociali, sanitarie e socio-educative, valorizzando competenze, esperienze e bisogni espressi dai territori. Si colloca in un contesto segnato da profonde trasformazioni demografiche, economiche e sociali, tra cui l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle disuguaglianze e l’emergere di nuove forme di vulnerabilità.
Con una dotazione complessiva di 1,1 miliardi di euro nel triennio, il Piano conferma e rafforza un cambio di paradigma: da un sistema frammentato a un welfare integrato, di comunità e generativo, fondato sull’integrazione tra politiche sociali, sanitarie, educative, lavorative, abitative, culturali e sportive. Al centro, la persona, considerata non più destinataria passiva ma soggetto attivo di diritti e percorsi di vita.
Il Piano garantisce inoltre la necessaria continuità al sistema di welfare regionale e locale e consente l’avvio del percorso di programmazione e definizione dei nuovi Piani sociali di zona di Ambito territoriale per il triennio 2026–2028.
Tra gli assi strategici, il contrasto alle povertà viene affrontato in modo multidimensionale, intervenendo non solo sul piano economico – anche attraverso strumenti come il Microcredito sociale, rivolto a persone che attraversano temporanee difficoltà economiche – ma anche su quello educativo, relazionale e abitativo, con un approccio basato su interventi personalizzati e reti territoriali integrate.
Particolare rilievo assumono le politiche per l’invecchiamento attivo, che promuovono il protagonismo delle persone anziane e contrastano isolamento e fragilità, e quelle per la disabilità, con l’introduzione dei progetti di vita personalizzati e l’attivazione di servizi per l’inserimento lavorativo.
Elemento fondamentale è la valorizzazione degli strumenti di co-programmazione e co-progettazione con il Terzo Settore, per promuovere un modello di amministrazione condivisa capace di generare innovazione sociale e risposte più aderenti ai bisogni dei cittadini.
Il Piano si articola in dieci aree tematiche: governance, gestione associata e concertazione; integrazione delle politiche di welfare; sistema di accesso al welfare; politiche familiari e povertà educativa; invecchiamento attivo; inclusione sociale e contrasto alle povertà; contrasto a discriminazioni e violenze; disabilità e non autosufficienza; conciliazione vita-lavoro e politiche di genere; benessere e innovazione sociale. Per ciascuna area sono definiti obiettivi operativi, chiari e misurabili.
Le priorità strategiche sono: rafforzare governance e integrazione delle politiche sociali, sanitarie e del lavoro; potenziare i servizi territoriali; sostenere famiglie e minori e contrastare la povertà educativa; promuovere inclusione e autonomia; tutelare diritti e contrastare discriminazioni e violenze; rafforzare le politiche per disabilità, non autosufficienza e invecchiamento attivo, con particolare attenzione alla qualità della vita e alla piena inclusione; sostenere conciliazione vita-lavoro e pari opportunità; valorizzare innovazione sociale e partecipazione, come leve di coesione e sviluppo dei territori.
