E’ ufficialmente partito nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) dell’Ospedale SS. Annunziata il Progetto di Musicoterapia promosso dall’ Associazione Delfini e Neonati De Cataldo ODV  e curato dalla musicoterapeuta, Dott.ssa Ilaria Fico.

Sappiamo che stress, dolore, disagio sono solo alcune delle sensazioni che provano i neonati che nascono prematuri, una condizione difficile che spesso compromette il percorso di cura dei piccoli pazienti.

La musicoterapia, il canto, l’uso calibrato di suoni e delle vibrazioni sono capaci di ridurre questo disagio, stabilizzare i parametri vitali, lo sviluppo neurologico e migliorare la coordinazione di respiro e deglutizione: una procedura che si affianca al calore, anche fisico, dei genitori e all’uso della voce materna. Un intervento che diventa parte integrante di un nuovo metodo clinico che mette al centro il piccolo paziente.

«Attualmente – ha detto Lucrezia De Cosmo direttrice del reparto – abbiamo cinque neonati in terapia intensiva e più di 12 pazienti ricoverati in patologia e in pre-dimissione. La nascita pretermine è un evento traumatico per tutto il nucleo familiare. Questo progetto rappresenta un’innovazione professionale importante per umanizzare l’assistenza medica e favorire il benessere dei piccoli con i loro caregivers».

La sfida è quella di affrontare ogni giorno stimoli invasivi come monitor, allarmi e procedure mediche. Una serie di “fastidi” per i neonati, che vengono ridimensionati attraverso l’uso dei tamburi del mare per riprodurre il suono del liquido amniotico, sonagli per regolarizzare il ritmo cardiaco e piccole arpe, suonate dal vivo per generare vibrazioni delicate e soprattutto l’effetto «bonding» che attraverso l’uso consapevole della voce riesce a stabilizzare il respiro.

«La musicoterapia non è intrattenimento – ha spiegato la musicoterapeuta, Ilaria Fico – è cura del neonato e della relazione genitore-bambino capace di eliminare la freddezza del vetro che li separa e ricostruire l’intimità».

Un’iniziativa, nata dall’ascolto dei bisogni del reparto e delle famiglie che lo abitano e che per Beatrice Fasano, presidente dell’Associazione Delfini e Neonati, diventa un servizio salva vita per i piccoli che lottano ogni giorno all’interno di un’incubatrice e non solo.

«Nel corso degli anni – ha raccontato Fasano – abbiamo ottenuto ottimi risultati non solo tra le mure dell’ospedale. Cerchiamo, infatti, di seguire le famiglie una volta dimesse per sostenerle economicamente e psicologicamente».