Si chiama Luoghi AUTentici il progetto che vede i Servizi Sociali del Comune di Taranto e gli enti del Terzo Settore impegnati nel supporto alla creazione di nuove opportunità di socializzazione extrascolastica per minori e ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico attraverso una serie di attività di tipo ludico, ricreativo, culturale che sarnno svolte e portate avanti da operatori altamente specializzati.

Come è stato spiegato nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella giornata di ieri, il risultato a cui si è giunti è stato il frutto di un lavoro lungo e delicato che, facendo leva su risorse previste dai fondi ministeriali per l’inclusione sociale delle persone con disabilità, ha coinvolto non solo enti istituzionali, ma anche le associazioni che operano nel Terzo Settore. Ed è stato grazie a questa sinergia che è stato possibile progettare e realizzare percorsi di assistenza, attività di potenziamento ed interventi educativi a favore di minori e di giovani con età non superiore a 21 anni che risultano esclusi da altri tipi di servizi.

Un ruolo di grande rilievo, suggellato con la firma di un’apposita Convenzione, lo rivestiranno proprio le associazioni partner del progetto che accoglieranno presso le loro strutture i beneficiari dell’iniziativa mettendo a disposizione personale formato ed altamente qualificato.

Due le scelte di campo operate dagli ideatori di questo progetto supportato dalla Regione Puglia e dal Consiglio die Ministri:

  1. La prima è stata la decisione di rivolgersi a persone con diagnosi dell’autismo lieve nelle età estreme dai 3 ai 6 anni e dai 16 ai 21 anni proprio perché è quella fascia di età che risulta tendenzialmente non compresa dalle altre misure che sono già offerte. Per ogni beneficiario sarà redatto un progetto di intervento personalizzato in relazione al bisogno del beneficiario e agli obiettivi da raggiungere.
  2. L’altra scelta di campo consiste nel fatto che tutte le attività devono essere altamente inclusive, capaci di integrare bambini e ragazzi autistici in quelle che sono tendenzialmente svolte da soggetti normodotati e che supportano processi di educazione e cambiamento culturale alla diversità e alla piena socializzazione. Si tratterà di nuove sperimentazioni che prevederanno l’utilizzo di personale aggiuntivo, il tutto dando vita ad un “welfare generativo” partendo dalla certezza che ogni passaggio di questo percorso sarà caratterizzato da competenza ed entusiasmo.