Dal 29 aprile al 2 maggio, la città vecchia di Taranto torna luogo di incontro, memoria e impegno civile con Controvento… a gonfie vele: quattro giornate dedicate alla solidarietà con il popolo palestinese e alla partenza della missione Freedom Flotilla Italia, nell’ambito della campagna 100 Porti 100 Città.
Nei pressi del Ponte di Pietra, stiamo creando uno spazio collettivo di testimonianza, riflessione e partecipazione: dibattiti, mostre fotografiche, opere d’arte, interventi di attivistɜ, medici e giornalistɜ, performance artistiche e momenti comunitari accompagnano la partenza della barca Kanafani, trasformando Taranto in un porto di solidarietà e di speranza.
In questo percorso Luigi Pignatelli, Presidente dell’Associazione Hermes Academy, aprirà le prime tre giornate con “Leggendo Kanafani”, attraverso la lettura di testi di Ghassan Kanafani, scrittore e giornalista palestinese la cui voce continua a parlare al presente, attraversando il dolore della diaspora, la memoria, la dignità e la resistenza di un popolo. La Palestina non è un tema lontano, ma una ferita viva del nostro tempo. Portare oggi Kanafani in uno spazio pubblico significa scegliere di dare voce alla memoria, all’umanità e alla coscienza critica, in un momento storico in cui il dramma di Gaza interpella profondamente il nostro senso di giustizia.
La letteratura, in questo contesto, diventa gesto politico e umano: leggere è un modo per restare presenti, per non voltarsi dall’altra parte, per affermare che la cultura può ancora essere uno strumento di vicinanza concreta. La voce di Kanafani non racconta soltanto la Palestina, ma parla a chiunque creda nella libertà e nel diritto di esistere.
Il programma prevede momenti di confronto con operatorɜ umanitariɜ e professionistɜ impegnatɜ sul campo, oltre a mostre come “HeART of Gaza” e “When the Lens Speaks”, capaci di restituire attraverso
immagini e opere la realtà spesso taciuta della popolazione palestinese.
A suggellare simbolicamente questo percorso è la vignetta realizzata da Vauro Senesi, che reinterpreta lo stemma di Taranto intrecciandolo ai simboli della pace e della solidarietà verso la Palestina; un’immagine potente, che lega l’identità della città a una scelta di responsabilità morale e civile.




