Chiara Albano ha trent’anni, una laurea in Beni Culturali con lode, una diagnosi di ADHD e spettro autistico, e il talento raro di vedere ciò che gli altri non vedono.

Al suo fianco una squadra che il mondo chiamerebbe improbabile: Rocco, con la sua memoria infallibile per volti e voci; Lucia, che trasforma i dati in mappe del reale; Marco, che ricorda ogni cosa abbia mai guardato; Sara, che legge gli spazi come poesie; Totò, che capisce le persone prima che le persone capiscano se stesse.

Tre casi. Tre volte Taranto al centro di qualcosa di oscuro. Tre volte la differenza — neurologica, sensoriale, motoria — come risposta, non come ostacolo.